I bambini digitali meritano genitori reali

È chiaro: Tom è un nativo digitale. Lo sarà senza che abbia scelto di esserlo perché cresce in un mondo in cui la tecnologia ha raggiunto livelli avanzatissimi, e sarà sempre peggio (o meglio?).
Le sue dita sull’iPad scorrono già a perfezione; il mio iPhone sparisce ogni due minuti, e casualmente è sempre in mano sua, vicino al suo orecchio, mentre dice “‘onto” per imitare il mio “Pronto!“; rubare il mouse del padre è il suo hobby preferito; e lo schermo del computer lo attira più del ciuccio.

C’è ancora oggi chi inorridisce e pensa che i bambini debbano preservare la propria innocenza tecnologica fino a data da destinarsi, ma sono convinta che non ci sia nulla di male.
Qualche tempo fa, quando la mia famiglia è stata protagonista di un servizio per le Invasioni Barbariche sulle famiglie digitali, sono stata a lungo in dubbio, avevo paura di aver fatto male a esporre mio figlio (poi esporre: lui si vede per pochi secondi rispetto ai quattro minuti e mezzo andati in onda). Poi, come giustamente mi ha fatto notare suo padre, e qualche nostro amico: Tommaso è nato in una famiglia che in, con, su, per, tra e fra la Rete ci vive e – come io un tempo, con un padre architetto, giravo nei cantieri polverosi e conoscevo operai simpatici – lui vedrà schermi accesi sul mondo, leggerà i libri solo sull’iPad e ascolterà la musica sparandola in tutta casa cliccando sul suo iPod (in realtà uno tutto suo ancora non ce l’ha, sia chiaro!).
Tutto questo per dire che i tempi cambiano e per quanto Tommaso ami giocare a palla o correre nel parco, la sua vita avrà a che fare con la tecnologia. E la tecnologia avrà (anzi, ha già) a che fare con lui.
Il primo esempio che mi passa per la mente sono le App per bambini: ogni giorno ne esce una nuova e io le scarico e le tengo da parte per quando saprà giocarci con me.
Perché la cosa importante è non lasciarli soli, i nostri figli. Che si tratti di vita reale o virtuale poco importa, l’unica cosa da fare è non perderli di vista e insegnargli a vivere.
Mio figlio è un nativo digitale, ma la sua vera fortuna è quella di avere dei genitori digitali.
E ciò non significa che siamo due fissati con la tecnologia, ma solo che sappiamo come funziona il web, cosa succede quando si va online e quali sono i rischi che si corrono.
E se la sera io e suo padre giochiamo a scarabeo online pur stando sullo stesso divano, non significa che ci siamo dimenticati il resto: come ci si sente quando si tolgono per la prima volta le ruotine alla bici; cosa vuol dire realizzare un veliero con i Lego; quanto sia divertente creare castelli di sabbia, e ancor più distruggerli.

Sono una mamma digitale e ringrazio Skype per aver permesso ai miei, in quel di Roma, di non perdere un istante della crescita di Tommaso; ma sono strafelice all’idea che presto saranno a Milano, per sempre.
Se, da mamma digitale fulltime, posso dare un consiglio a chi digitale ancora non lo fosse, o magari rifiuta di esserlo, è quello di diventarlo, di imparare cosa accade davvero in rete, senza paure ma con grande curiosità: solo così i bambini digitali sapranno diventare adulti reali.

Foto: gretchichi

11 Replies to “I bambini digitali meritano genitori reali”

  1. La penso esattamente come te, e le mie amiche sconvolte quando vedono mia figlia di 22 mesi che usa l’ipad come se fosse un pupazzetto qualunque, io non ci trovo niente di strano, come ogni gioco va seguito in più è una finestra sul mondo. Lei a 22 mesi ha la possibilità di ascoltarsi tante canzoncine in inglese, cosa che io non ho potuto fare quando ero piccola…

    1. Giusto, bisogna sempre pensare alle cose che gli offriamo in più grazie ai progressi tecnologici, non ai “problemi” derivati dall’uso. È ovvio che non li lasciamo da soli, no? Per me lo è.

  2. Grazie, parole che condivido in toto e sento mie fino all’ultimo, da genitore.

    Un pluri-papà digitale provincia, che sfiora touchscreen e corre a piedi nudi nell’erba con la prole 🙂

  3. Bel post soprattutto perchè equilibrato, e in tema di tecnologia ce ne vuole! anche io sono per tecnologia si ma con mamma e papà così come per la tv! mi mette meno pensiero internet ora che viene filtrato da me che quando sarà adolescente… va beh… una cosa allal volta!
    Posso dire un Brvissimi ai tuoi che si trasferiscono per starti vicina? Beh io glielo dico che se lo meritano! Viva i nonni!!!

    1. Sì, sono felice che si possano muovere. Diciamo che avere una figlia unica e – al momento – un solo nipote tutti e due lontani li ha convinti a fare il grande passo, ma la cosa rende molto serena anche me. Averli vicino sarà un aiuto reciproco. Grazie per “l’equilibrato”, ci tenevo fosse percepito così.

  4. Sì dai, concordo anche io, l’importante sta nell’equilibrio e nel non perdere di vista che anche le cose “reali” come il semplice lego o cucinare con la mamma (ma tu questo lo sai già!!) sono importanti nella crescita di un bimbo.
    L’unico appunto che mi sento di fare è contro i social network. Credo che a volte facciano perdere il senso della realtà a scapito dei veri rapporti di amicizia, ecco, vorrei che mia figlia, per quanto anche lei giochi in rete e ascolti la musica dal mio Ipod, si tenesse alla larga da facebook e co. ancora per molto tempo…e poi chissà, tra 10 anni non sappiamo cosa ci sarà…..
    P.S.: Ilaria il tuo bambino è super bellissimo!!

    1. Grazie Erica. I social network spaventano anche me, mi consolo con la solita frase: “Per quelli c’è tempo…” Ma passa velocissimo, questo tempo.

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