Musica e bambini piccoli: passioni da coltivare?

Prima ancora di avere un bambino sapevo bene che la musica ricopre un ruolo fondamentale durante la gestazione e nei primi anni di vita di un bambino.
Personalmente credo di sapere a memoria tutte le canzoni di Dalla solo perché mia madre quando mi aspettava non ascoltava altro.
Ho fatto fatica a scegliere un genere da far risuonare nelle orecchie di quel non ancora Tommaso perché, pur avendo dei generi preferiti, sono una di quelle che quando arriva a metà canzone passa a quella successiva.
Mi sono pure impegnata preparando una playlist dal titolo “Dedicata a te” tra le cui canzoni apparivano i classici “Avrai” di Baglioni e “Buonanotte fiorellino” di De Gregori, con incursioni dei Cure e di Corrado Guzzanti che imita Venditti, ma sono fissazioni tutte personali delle quali non vi sto qui a dire.

Ad ogni modo, in qualche modo, la musica è arrivata al suo orecchio, soprattutto quando mia madre gli accendeva in contemporanea tutti i carillon presenti in camera sopra la culla e gli agitava davanti le braccia come un direttore di orchestra: dentro di me pensavo l’avrebbe rimbambito e invece lui ha cominciato a fare lo stesso gesto ogni volta che sentiva della musica ancor prima di dire la parola mamma.
Poi lo scorso anno siamo stati a fare un corso di musica, ve lo consiglio, che si chiama “Music together“: è un corso carino, fatto apposta per avvicinare i più piccoli a ritmi diversi… E tramortire sul finale di giornata i genitori già stanchi, a suon di balletti.
A parte la fatica – ma cosa non si farebbe per i nostri tipetti? – è stato un corso utile e divertente e anche se inizialmente non credevo avesse percepito quanto gli stavano “insegnando”, ad oggi il cd con le musiche del corso è la cosa che è più lo rallegra e tranquillizza quando i viaggi in auto cominciano a farsi più lunghi del previsto.
Pochi giorni fa Tommaso ha visto e toccato il suo primo pianoforte: è un musicista nato.
Immagino che ogni genitore lo pensi del proprio figlio, ma vi assicuro che mentre mi aspettavo di vederlo battere i tasti tutti insieme senza senso, lui un senso l’aveva eccome: un’alternanza musicale tra note singole e accordi inventati.
E lì, a quel suono, ho deciso che avrei dovuto accompagnare questa sua naturale attenzione al suono.

E così son giorni che cerco corsi musicali per bambini, ma a quanto pare prima dei tre anni nessuno ti fa davvero mettere le mani su uno strumento, son tutte percussioni.

E voi: quando avete cominciato a fargli fare attività extra-nido?
Quando è giusto cominciare a fargli seguire passioni per cui sembrano portati?

5 Replies to “Musica e bambini piccoli: passioni da coltivare?”

  1. sia io che mio marito abbiamo fatto un pezzo di conservatorio (lui deve dare solo due esami! Io ferma a metà!), in camera da letto ho una testiera, in camera del pupo un’altra più la chitarra sotto il suo lettino. Abbiamo uno zio batterista a Londra dietro il suo sogno. Tutto questo per dirti che, nonostante, potessi anche insegnare noi qualcosa al pupo abbiamo deciso di aspettare. Aspettare una vera richiesta. Non basta che canti suonando la tastiera di papà (fa morire dal ridere!). La musica deve essere amore e desiderio. Io non sono molto a favore dei corsi per i piccoli. Si rischia di imporgli una cosa bellissima facendola andare di traverso. Credo sia meglio incentivare a casa con piccoli strumenti (adorano le percussioni!) per poi, quando saranno un po’ più grandi fargli fare della propedeutica musicale se ne sentono il bisogno.

  2. Questi corsi che tengono per bambini da 0 a 3 anni sono molto importanti ed interessanti, nonché divertenti.
    Non sono affatto dei corsi atti ad imporre uno strumento ma semplicemente dei corsi che hanno lo scopo di favorire lo sviluppo della musicalità nel bambini, questo non per forza per formare un piccolo musicista ma anche solo un buon fruitore.
    In questo periodo di vita il bambino ha la più grande capacitá di apprendimento e la
    come per le lingue, un bimbo che impare una lingua in periodo prescolare diventa bilingue, dopo questo periodo non é più la stessa cosa la può imparare molto bene, non avere di accento ma non sarà mai completamente sua.
    Io seguirò un corso dell’AIGAM con il metodo Gordon. Avranno sicuramente dei corsi anche a Milano. Si chiamano musica in fasce. Sul loro sito o sui video di youtube é spiegato tutto molto meglio di quello he posso aver fatto io 🙂
    Si gioca, si ascolta la musica, ci si muove, si toccano gli strumenti ma nulla a che fare con l’imposizione. Ciao

  3. ciao. la migliore scuola di musica e`l’ascolto. adesso e`un po’piccino, forse apprezzerebbe l’ esibizione di una banda ma gia`fra un anno potresti provare a portarlo ad un concerto di musica classica, ti stupirebbe

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