Quando arriva davvero il primo natale di un bambino?

L’anno scorso ho festeggiato il mio primo Natale con Tommaso ed è stato bellissimo, anche se – come detto – alla fine è stata solo una prova generale per gli anni a venire.

È stato bello rendersi conto che, dall’anno scorso in poi, c’è nella tua vita qualcuno a cui far vivere il Natale come solo un bambino sa fare: con quell’emozione per l’attesa che ti pervade fino all’ora X.

Ammetto che, fortunatamente, sono una di quelle che quell’emozione ama coltivarla ancora oggi, alla tenera età di 32 anni: io il primo dicembre parto con le canzoni di Natale e non la smetto più fino alla mezzanotte del giorno dell’Epifania.
Amo il periodo natalizio: amo scendere in cantina, recuperare i miei addobbi e meravigliarmi perché “Uh, non me lo ricordavo, questo!“, “Nooo, questa pallina era di quando ero piccola“, etc.
Poi preparo i biscotti, il té profumato alla cannella, le lucine – ah, quanto amo le lucine – e il puntale che faccio sempre fatica a incastrare.

Tutto ciò amo farlo a prescindere da Tom, ma è chiaro che da quando c’è voglio condividere ogni istante con lui. Ma quando sarà davvero possibile?

L’anno scorso sapevo che, avendo lui solo dieci mesi, sarebbe stato un Natale di passaggio e al massimo avrei potuto fargli venire un po’ di sana curiosità, ma niente di più; quest’anno mi aspettavo davvero di trovare in lui un elfo alleato e di trasformare con lui la casa: ho aspettato che si svegliasse per cominciare a montare l’albero, gli ho fatto vedere le palline, le lucine e lui… Niente!
Non il minimo interesse.

Non vi dico la delusione quando è arrivato il momento di fare i biscotti: non aveva alcuna intenzione di farli con me, né tanto meno di mangiarli. Ossanta, come ha fatto una golosa come me ad aver creato un bambino al quale non interessano i dolci?

E le canzoni di Natale? Figuriamoci, lui vuole il suo cd di canzoncine e guai a sostituirlo.
Neanche la sua app preferita, che per il periodo natalizio si è vestita di bianco con tanto di pupazzo di neve che canta Jingle Bells, l’ha stupito, anzi: preferisce la versione classica.

Devo dire addio alle mie aspettative natalizie e all’idea di vederlo spalancare gli occhi quando l’albero si riempirà di regali per lui? Questo forse no, so bene che la notte di Natale sarà felicissimo, sopratutto perché troverà tutta la famiglia riunita, i nonni finalmente a Milano, e la tavola apparecchiata. I regali li scarterà ridendo, ma è chiaro che non è ancora pronto per il VERO Natale.

Di Babbo Natale? Non ne abbiamo ancora parlato. E sono sincera, non credo gliene parlerò: non vorrei mi dicesse che non esiste!

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